*Liliana Cano : Abitare lo spazio : Opere pubbliche in Sardegna / Davide Mariani
|
| pubblicazione | Nuoro : Ilisso, 2025 |
| descrizione | 143 p. : ill. ; 30 cm |
| serie | Poliedro |
“Questo lavoro nasce dalla volontà di restituire a Liliana Cano il posto che le spetta nella storia dell’arte contemporanea – afferma Davide Mariani -. È stata tra le prime donne artista a intervenire nello spazio pubblico, già a partire dalla fine degli anni Sessanta, aprendo una strada nuova nella rappresentazione collettiva e nel rapporto tra arte e comunità. Le sue opere raccontano un’idea di arte come espressione condivisa, che attraversa i luoghi e ne custodisce la memoria. Documentarle significa preservarle, ma anche riconoscere che l’arte può ancora essere un linguaggio capace di unire le persone, generare dialoghi e creare occasioni di sviluppo territoriale”.
La pubblicazione documenta e rende visibili per la prima volta queste opere, molte delle quali poco note o dimenticate, ricostruendone la genesi attraverso inediti materiali d’archivio, rilievi fotografici e confronti con la produzione privata.
L’unica monografia in precedenza dedicata all’artista, uscita quasi quindici anni fa, trattava marginalmente questo aspetto; Abitare lo spazio colma dunque una lacuna significativa, restituendo una visione complessiva dell’opera pubblica di Cano e del suo ruolo nella storia dell’arte contemporanea in Sardegna.
Il volume, arricchito da oltre 130 immagini, da apparati, note biografiche e una bibliografia aggiornata, si articola in quattro capitoli tematici: le grandi narrazioni collettive ispirate alla memoria e all’identità; la rappresentazione della figura femminile, autonoma e protagonista; la dimensione religiosa e spirituale, che attraversa la pittura sacra dell’artista; e, infine, la fragilità dell’arte pubblica, con riflessioni sulla conservazione e la perdita delle opere.
Tra i lavori emblematici analizzati figurano il Murale dei Combattenti di Ozieri (1971), i cicli pittorici della chiesa di San Lussorio a Oliena (1980–82), il Monumento alla Donna (1985), il dipinto murale della chiesa di Santa Margherita a Bultei e gli interventi realizzati a Bono, Fonni e Irgoli, che delineano un linguaggio pittorico personale e riconoscibile.
La pubblicazione, realizzata in modalità open access, sarà distribuita gratuitamente ai partecipanti all’evento e sarà disponibile in formato elettronico sulla piattaforma dell’ecosistema